Valpolicella: il vino, la cultura e il territorio

"... Non lo splendore del paesaggio, non gli eventi della storia, non i monumenti dell'arte, non i canti dei poeti, ha servito a render nota la Valpolicella quanto il suo prodotto tipico: il vino" scriveva Giuseppe Silvestri, giornalista e storico, nella sua monumentale monografia che descrive questa terra. Le ville antiche, il passato dei poeti, il verde delle viti, la geometria delle balze, le dolci acque, il silenzio di pievi assolate hanno portato la Valpolicella ad essere l'incantevole ispirazione di scrittori e poeti. Ernest Hemingway, Mario Soldati, Svetonio, Marziale, Cassiodoro, Scipione Maffei e tanti altri. Da qui l'dea di seguire tanti percorsi, non solo legati al vino, il famoso Amarone o l'antico Recioto, ma anche percorsi legati all'agricoltura, alla biodiversità di prodotti della Valpolicella, la cultura del cibo, la tradizione del convivio, le tradizioni e i racconti popolari, l'architettura, la storia e la natura. Oltre a tutto ciò, anche il marmo, indissolubilmente legato alla storia e alla cultura di queste valli. La Valpolicella come anima culturale e agricola di una vicina Verona, di un ancor più vicino Lago di Garda. Le influenze della Lessinia, del Baldo, gli scambi con i territori vicini, il trentino e l'entroterra veneziano. La vicinanza con Mantova, Parma e tanti altri piccoli o grandi centri raggiungibili facilmente. La forra della Chiusa, diaframma tra Alpi e pianura, e il Ponte di Veia richiamano la forza e i misteri della natura. A nord la Val d’Adige dà la possibilità di raggiungere, in breve tempo, lo splendore delle montagne rosa: le Dolomiti. Le fotografie sono realizzate da Foto Ennevi.

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